giovedì, giugno 15, 2006

COSA INTENDO CON AFFERMAZIONE DELLA SOGGETTIVITA' DELLA DONNA

Intendo tutte le lotte che anno portato all'emancipazione della donna.
In tutti i campi, partendo dalle lotte per i diritti nel mondo del lavoro all'ugualianza sociale, il diritto di voto, la possibilità di entrare in politica, la possibilità di svolgere lavori intellettuali,la liberazione dell'accasso alle università, fino ad arrivare all'ottenimento del divorzio e dell'aborto ai quali si può essere anche contrari (come anche te lo sei) ma doveva esserci una possibilità di scelta da parte degli interessati.

UN PO' DI STORIA.....(HO UN LIBRO BELLISSIMO !!!)
Fin dall’antichità il ruolo delle donne nella società intellettuale è stato rappresentato da una ritenuta inferiorità rispetto agli uomini.
Nelle società greca e poi anche in quella romana le donne, oltre che a non godere di nessun diritto civile e politico, erano anche ritenute incapaci di produrre lavoro intellettuale.
Per tutto il 18° secolo la donna era individuata come capace di occuparsi di attività caritevoli o di secondo livello e si continuava a ritenere impossibile la presenza femminile nel campo della politica sia attiva che passiva.
Le prime organizzazioni femminili che cominciarono a richiedere il più elementare dei diritti politici, furono in Inghilterra e nei paesi nordici e, le lotte di queste donne, erano legate alle vicende del movimento operaio e socialista.
In Italia, il pur iniziato movimento di emancipazione, fu soffocato dall’avvento del fascismo che, regime autoritario e maschilista, trattò le donne come l’anello debole (e incapace) della società.
Durante il fascismo le donne erano molto utili per la procreazione (per avere un forte esercito)e non venivano per niente considerate in altri ambiti, soprattutto in quelli professionali, dove anzi furono approvate numerose norme che ne limitavano la libertà e la possibilità di carriera. Le motivazioni secondo cui i presunti sbalzi umorali, dovuti alle mestruazioni,potevano influire sulle capacità.
Ciò che mi colpisce è che, anche anni dopo, durante l’assemblea costituente, un ampio fronte di forze politiche conservatrici,volle ribadire il no alla possibilità di partecipazione in magistratura per le donne.
Una inversione di tendenza, anche nel modo di pensare delle persone, la si ebbe nel referendum sul divorzio del 75. Le donne votarono a favore suscitando scalpore nella classe politica al potere.
Infatti tutti i leader della allora D.C. , avevano scommesso sul voto conservatore delle donne, avendo girato l’Italia in lungo e in largo cercando di terrorizzarle.
Nel campo opposto vi era appunto Enrico Berlinguer, segretario del P.C.I. che con l’aiuto di sezioni femminili di partiti laici e di sinistra, in modo particolare comunisti, ebbe questa vittoria.
In tutto questo c’è da ricordare che l’affermazione della soggettività femminile, è stato ovunque un avvenimento accaduto abbastanza parallelamente al miglioramento dello standard di vita della società ed alla sua democraticizzazione ma va ricordato anche come le sinistre (dalla più moderata alla più estrema) pur sbagliando forse in alcuni modi di porsi e di agire hanno sempre avuto ruolo attivo in tutto questo contrapponendosi sempre all’ostruzionismo delle destre conservatrici.

2 commenti:

QueenLilith ha detto...

...la tua risposta è davvero all'altezza della domanda...nonostante qualche divergenza mi piace ascoltare le tue opinioni...e ricordati sempre che non sono un avversario politico e che se anche ci troviamo in contrasto, siamo dalla stessa parte...

Roberto ha detto...

E' stato eliminato, credo inavvertitamente, un mio commento. Non penso che sia censura, perchè gli amici di sinistra sono contro ogni forma di censura, giusto? Non sono mica berlusconiani...
Dicevo nel commento eliminato, che ho notato nel governo Prodi un aumento dei ministri donna...peccato che i loro incarichi siano di secondo o forse meglio dire di terzo piano!
Ma a sinistra sono per valorizzare il ruolo delle donne...seeee come no!!! ;-)
Saluti Padani dal Razzista!