Su ventuno provvedimenti, sei ottengono un consenso superiore al 90 per cento'Bocciata' solo la norma che abroga l'obbligo di iscrizione a ruolo per gli agenti immobiliari
ROMA - Il "pacchetto" sulle liberalizzazioni ha il consenso della stragrande maggioranza degli italiani. E' quanto risulta dal sondaggio telefonico condotto da Ipr Marketing per conto di Repubblica.it su un campione di mille persone. Su ventuno provvedimenti di riforma, infatti, soltanto uno, quello che prevede l'eliminazione per l'iscrizione a ruolo alla Camera di Commercio per gli agenti immobiliari, è stato "bocciato" dagli intervistati. Tutti gli altri hanno ottenuto un consenso che supera ampiamente, in dodici casi, l'80 per cento, in sei casi il 90 e in un caso, l'obbligo della data di scadenza in evidenza per i cibi, è praticamente plebiscitario (99 per cento). E infatti, alla richiesta di una valutazione generale sulle liberalizzazioni, gli intervistati sembrano trovarsi in buona sintonia con il presidente del Consiglio Romano Prodi, che qualche giorno fa ha dichiarato che la nuova normativa "non è un disegno contro qualcuno, è un disegno per gli italiani, per modernizzare il Paese e che va a vantaggio di tutti". Infatti l'86 per cento dichiara di trovare i provvedimenti del pacchetto Bersani "molto/abbastanza importanti", percentuale che sale al 97 per cento per quanto riguarda coloro che dichiarano di votare per un partito di centrosinistra, e scende al 74 per cento per coloro che si dichiarano elettori di centrodestra, risalendo all'89 per tutti gli altri (coloro che non intendono dichiarare per chi votano, o dichiarano di astenersi, o sono comunque reticenti). In cima alle preoccupazioni degli italiani, stando al sondaggio, la sicurezza alimentare: e infatti l'obbligo di mettere bene in evidenza la data di scadenza dei cibi ottiene un gradimento generale e trasversale (99 per cento per gli elettori di centrosinistra, 98 centrodestra e 100 per tutti gli altri). Quasi altrettanto gradita (93 per cento) la norma che prevede l'abolizione di penali nel caso di estinzione anticipata dei mutui, e ne consente la portabilità (cioè la possibilità trasferire il mutuo da una banca all'altra senza l'obbligo di sostenere costi aggiuntivi rispetto a quelli puramente tecnici).
E' condivisa dal 92 per cento degli intervistati la norma che prevede l'eliminazione del contributo di ricarica, dal 91 per cento sono approvate le novità in materia di cancellazione delle ipoteche (che non richiederanno più l'autentica notarile) e sul pagamento con carta o bancomat in tutti gli uffici pubblici. E ottiene il 90 per cento dei consensi la norma che prevede un bonus automatico nel caso di mancato recapito di lettere e pacchi. La "sete di liberalizzazioni" si estende a tutte le altre norme, che riscuotono un consenso un po' più basso, ma largamente maggioritario, e soprattutto anche tra le file del centrodestra. Risultano relativamente modeste solo la percentuale di condivisione della vendita del carburante, che ottiene un 65 per cento, che scende al 55 per gli elettori di centrodestra e sale al 74 per quelli di centrosinistra, e l'abrogazione dell'obbligo della distanza minima tra più sale cinematografiche, un provvedimento condiviso solo dal 58 per cento degli intervistati. Evidentemente, suggeriscono gli esperti che hanno effettuato il sondaggio, tra le varie norme queste sono quelle rispetto alle quali gli italiani non ritengono trarranno un reale beneficio. Mentre solo il 40 per cento degli intervistati approva l'abrogazione dell'obbligo di iscrizione a ruolo alla Camera di Commercio degli agenti immobiliari. In questo caso, l'obbligo più che un inutile legaccio burocratico è chiaramente considerato dalla maggior parte degli intervistati una garanzia per tutti coloro che si affidano alla mediazione di un agente.
FONTE: http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial758016.html
lunedì, gennaio 29, 2007
domenica, gennaio 07, 2007
ORRORE CON IL BOLLINO VERDE
Ancora non è uscito nelle sale cinematografiche ma ha scatenato un fiume di polemiche.
C’è infatti chi lo considera un capolavoro e chi grida allo scandalo.
In fondo Mel Gibson ci ha un po’ abituati a questo e il clima che si respira attorno a questo nuovo lavoro non è tanto diverso dal clima che accompagnò il precedente del 2004, “Passion” che in Italia andò anche molto bene.
Anche questa volta come nel 2004 il film verrà proiettato senza censura e, nonostante sia ricco di scene molto crude, è stato definito dall’ apposita Commissione di Revisione Cinematografica come «film per tutti» e quindi adatto anche per ragazzi e bambini al di sotto dei 14 anni.
Nelle fattispecie questo giovane pubblico si troverà di fronte a storie sull’antica civiltà sudamericana che non si risparmia i suoi lati più oscuri come torture, sgozzamenti, stupri e teste mozzate.
Decisione, questa, che trova d’accordo solo il Belgio, unico paese insieme all´Italia in cui il film uscirà senza restrizioni o divieti.
Da qui la denuncia del Codacons, che ha annunciato di ricorrere al Tar del Lazio per richiedere un nuovo esame della pellicola da parte della commissione, adducendo come motivazione la mancanza, durante i lavori, dello psicologo previsto dalla legge.
E al coro di proteste si è aggiunto giovedì anche il ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli, che ha invitato gli esercenti ad impedire la proiezione di Apocalypto ai minori non accompagnati.
Lo scontro è anche interno alla stessa Commissione bicamerale per l´Infanzia dove si discute della saggezza o meno della censura e dove si discute se sarebbe più saggio o meno un maggiore controllo da parte dei genitori.
Certo viene da chiedersi a che cosa servano le Commissioni di revisione cinematografica, ma fa male secondo me anche il bombardamento di violenza che viene inflitta ogni giorno dai media ad un pubblico di minori.
Quando verrà fatta una riflessione in merito? Quando una legge?
Certo il film di Gibson sarà anche un campionario di atrocità, ma ad esempio perché è stato permesso a tutti, compresi i bambini di ogni età, di assistere attraverso internet o televisione al video dell´impiccagione dell´ex dittatore iracheno Saddam Hussein ?
Si fanno sempre tanti discorsi ma attorno a essi regna sempre tanta ipocrisia ed alla fine rimane sempre e solo l’aspetto commerciale delle cose. Interessano i numeri, gli ascolti dei telegiornali e gli incassi dei film ma poco importa dei messaggi che si imprimono nelle persone.
C’è infatti chi lo considera un capolavoro e chi grida allo scandalo.
In fondo Mel Gibson ci ha un po’ abituati a questo e il clima che si respira attorno a questo nuovo lavoro non è tanto diverso dal clima che accompagnò il precedente del 2004, “Passion” che in Italia andò anche molto bene.
Anche questa volta come nel 2004 il film verrà proiettato senza censura e, nonostante sia ricco di scene molto crude, è stato definito dall’ apposita Commissione di Revisione Cinematografica come «film per tutti» e quindi adatto anche per ragazzi e bambini al di sotto dei 14 anni.
Nelle fattispecie questo giovane pubblico si troverà di fronte a storie sull’antica civiltà sudamericana che non si risparmia i suoi lati più oscuri come torture, sgozzamenti, stupri e teste mozzate.
Decisione, questa, che trova d’accordo solo il Belgio, unico paese insieme all´Italia in cui il film uscirà senza restrizioni o divieti.
Da qui la denuncia del Codacons, che ha annunciato di ricorrere al Tar del Lazio per richiedere un nuovo esame della pellicola da parte della commissione, adducendo come motivazione la mancanza, durante i lavori, dello psicologo previsto dalla legge.
E al coro di proteste si è aggiunto giovedì anche il ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli, che ha invitato gli esercenti ad impedire la proiezione di Apocalypto ai minori non accompagnati.
Lo scontro è anche interno alla stessa Commissione bicamerale per l´Infanzia dove si discute della saggezza o meno della censura e dove si discute se sarebbe più saggio o meno un maggiore controllo da parte dei genitori.
Certo viene da chiedersi a che cosa servano le Commissioni di revisione cinematografica, ma fa male secondo me anche il bombardamento di violenza che viene inflitta ogni giorno dai media ad un pubblico di minori.
Quando verrà fatta una riflessione in merito? Quando una legge?
Certo il film di Gibson sarà anche un campionario di atrocità, ma ad esempio perché è stato permesso a tutti, compresi i bambini di ogni età, di assistere attraverso internet o televisione al video dell´impiccagione dell´ex dittatore iracheno Saddam Hussein ?
Si fanno sempre tanti discorsi ma attorno a essi regna sempre tanta ipocrisia ed alla fine rimane sempre e solo l’aspetto commerciale delle cose. Interessano i numeri, gli ascolti dei telegiornali e gli incassi dei film ma poco importa dei messaggi che si imprimono nelle persone.
domenica, dicembre 03, 2006
BERLUSCA MA QUALE REGIME??
Centinaia di migliaia di persone a Roma, un Berlusconi sotto tono, la c.d.l. che non c'è più, poche idee, molti insulti e una lucubre e selvaggia macchia di bandiere nere con croci celtiche e svastiche.
Ma c'è anchè di più a Roma, c'è qualcosa di più antipatico in piazza S. Giovanni.
Già perchè non si può inneggiare alla libertà se poi ci i comporta in certe maniere.
Non si può inneggiare alla libertà se poi i insultano delle persone omosessuali, non si può inneggiare alla libertà facendo saluti romani ed insultando i tanto odiati (pur presenti) cittadini del sud.
Se poi ci si vuole riempire la bocca con slogan del tipo " lottiamo contro il regime" o "non c'è più democrazia", bisogna valutare bene le persone che si hanno nella propria coalizione . Si perchè se poi si hanno in parlamento persone come Previti o Dell'utri, che sembra che abbia parecchi contatti con l'ambiante mafioso, significa che c'è un sistema giudiziario che consente purtroppo di farlo e quindi significa che c'è democrazia e ce n'è aiosa.Per fare un esempio chi si vuole candidare anche come consigliere di un piccolo comune, al momento della candidatura si firma un documento dove si dichiara di non avere problemi giudiziari. Allo stesso modo in parlamento vi sono 80 membri, di tutti i colori politici, che hanno pendenze giudiziarie( parecchi sono stati anche condannati) ma se ne restano li belli tranquilli con stipendi da 10.000 euro al mese.Caro Berlusca tutto questo significa che il tanto temuto regime non esiste.Questa è democrazia, la democrazia che per fortuna permette anche di fare delle manifestazioni di questo tipo, perchè le manifestazioni sono la voce del popolo ed il popolo, che sia di destra o di sinistra, è giusto che si esprima, ma l'ipocrisia e la delinquenza politica proprio non dovrebbero essere usate!!
Ma c'è anchè di più a Roma, c'è qualcosa di più antipatico in piazza S. Giovanni.
Già perchè non si può inneggiare alla libertà se poi ci i comporta in certe maniere.
Non si può inneggiare alla libertà se poi i insultano delle persone omosessuali, non si può inneggiare alla libertà facendo saluti romani ed insultando i tanto odiati (pur presenti) cittadini del sud.
Se poi ci si vuole riempire la bocca con slogan del tipo " lottiamo contro il regime" o "non c'è più democrazia", bisogna valutare bene le persone che si hanno nella propria coalizione . Si perchè se poi si hanno in parlamento persone come Previti o Dell'utri, che sembra che abbia parecchi contatti con l'ambiante mafioso, significa che c'è un sistema giudiziario che consente purtroppo di farlo e quindi significa che c'è democrazia e ce n'è aiosa.Per fare un esempio chi si vuole candidare anche come consigliere di un piccolo comune, al momento della candidatura si firma un documento dove si dichiara di non avere problemi giudiziari. Allo stesso modo in parlamento vi sono 80 membri, di tutti i colori politici, che hanno pendenze giudiziarie( parecchi sono stati anche condannati) ma se ne restano li belli tranquilli con stipendi da 10.000 euro al mese.Caro Berlusca tutto questo significa che il tanto temuto regime non esiste.Questa è democrazia, la democrazia che per fortuna permette anche di fare delle manifestazioni di questo tipo, perchè le manifestazioni sono la voce del popolo ed il popolo, che sia di destra o di sinistra, è giusto che si esprima, ma l'ipocrisia e la delinquenza politica proprio non dovrebbero essere usate!!
giovedì, novembre 30, 2006
Colpita perché lesbica
La violenza e l'intolleranza "fascista" non è finita .
Post di http://blog.libero.it/PACESEMPRE/1947544.html
Post di http://blog.libero.it/PACESEMPRE/1947544.html
Oggi vi racconto una storia difficile che mostra l'intolleranza di un fascismo che insignificante e inutile alza la mano verso chi non vuole guerra. Doriana Di Giovanni e la sua compagna sono due ragazze lesbiche che vivono a Mazzano, un paese della provincia bresciana. Per i suoi concittadini due donne che stanno insieme è una cosa intollerabile.Un intolleranza che arriva a diventare violenza quando Doriana, tornando a casa trova l'appartamento distrutta, con urina e sperma sul letto e tutta la biancheria intima rubata...Come firma: UNA SVASTICA. Per i carabinieri erano stati gli zingari. Peccato gli zingari non vanno in giro a disegnare svastiche, visto che sono stati perseguitati loro stessi dai nazisti.L'altra sorpresa c'è il giorno della denuncia. Quando Doriana dice di essere omosessuale e che non è la prima volta che subisce un'aggressione per questo motivo (a 17 anni subì uno stupro punitivo di matrice fascista), il maresciallo risponde di non poter inserire le parole omosessuale e lesbica nel verbale perché non sono parole italiane. Questo rientra con il discorso dell'incompetenza derivante dalle raccomandazioni (post 637), dato che omosessuale come lesbica sono parole che ogni dizionario riporta.Quindi, Doriana decide di rivolgersi alle associazioni glbt bresciane, che a loro volta denunciano l'accaduto chiedendo la collaborazione del mondo politico e dell'intero movimento che fa scoppiare il caso, portandolo all'attenzione della stampa. Da questo momento gli atti di intimidazione nei suoi confronti aumentano. Dopo la devastazione dell'appartamento trova una svastica disegnata a pennarello sul tappo della benzina della sua auto. Cinque giorni dopo ne compaiono due incise sulla carrozzeria di cui una lunga circa 80 cm con la scritta "muori lesbica". Dopo l'ennesime, scontata incisione firmate sempre con svastica, Doriana nota uno sfregio lungo circa un metro, con scritto «muori lesbica» corredato da svastica, croce celtica e dalla sigla Fn (Forza Nuova).
Forza Nuova, questo è il fascismo insignificante e becero a cui facevo riferimento. Ora prego tutti di diffondere questa storia in qualsiasi modo: raccontatela, appuntatela, memorizzatela, fotografatela, ma fate in modo che tutti sappiano cosa sia oggi il fascismo in Italia.
Forza Nuova, questo è il fascismo insignificante e becero a cui facevo riferimento. Ora prego tutti di diffondere questa storia in qualsiasi modo: raccontatela, appuntatela, memorizzatela, fotografatela, ma fate in modo che tutti sappiano cosa sia oggi il fascismo in Italia.
lunedì, novembre 13, 2006
CAMORRA V.S. TERRORISMO ISLAMICO 90 a 0
Lo scorso anno la camorra ha fatto secche 90 persone.
Nel 2006 finora i morti sono “solo” 76 ma diciamo che siamo ancora, per usare un’espressione calcistica, all’ottantesimo minuto, e c'è ancora un mese per eguagliare il record.
La seconda Repubblica in Italia è iniziata con stragi ed uccisione di uomini di scorta. Cosa Nostra negli anni 90 ha sparso sangue tra Palermo, Roma, Milano e Firenze, ma i mandanti di queste stragi mi pare che non abbiano mai destato un gran interesse .
In compenso siamo disumanamente interessati (come siamo altruisti!) alle stragi che succedono in casa d’altri.
Siamo infatti da qualche anno super attenti di quello che succede in Afghanistan ed in Irak, senza per altro capirci una mazza, mentre dei nostri morti, i morti di Napoli, i morti della mafia e della camorra ce ne infischiamo altamente.
Poco serve se l’ennesimo morto della camorra a Napoli ha fatto si che il governo abbia pensato di inviarci qualche migliaia di poliziotti in più. Già a poco serve, perché quelle migliaia di poliziotti in più verranno pareggiati da quelle migliaia di delinquenti in più beneficiari dell’indulto e, se la matematica non è un’opinione, a me sembra che, almeno numericamente, non sia cambiato niente.
Sono troppe le parole spese sul tema del fondamentalismo islamico. Sono troppi i giornali, troppe le TV troppi i giornalisti che spendono il loro tempo ed i loro giornali per parlare di Islam.
Troppi i dibattiti su argomenti del tipo moschee, donne con il velo e terrorismo mentre quello che succede in casa nostra ci sfugge di mano.
Sapete quanti morti ha fatto in Italia fino ad ora il tanto temuto terrorismo islamico? Zero, si zero mentre verso Napoli delle brave persone perfettamente italiane ne hanno fatti qualche decina in pochi mesi.
Ora io non sono così stupido da dire che il terrorismo islamico non rappresenta un problema, non dico che va sottovalutato ma dico , dei problemi che più ci toccano da vicino ne vogliamo parlare o ci ricordiamo solo dopo l’ennesimo morto?
Di mafia e camorra ne vogliamo parlare un po’ di più?
Perché a uomini di servizi deviati, ex piduisti, mafiosi, brigatisti e criminali vari dedichiamo così poca attenzione ed anzi, qualche volta li spediamo pure in politica?
Forse perché si chiamano Silvio , Marcello, Maurizio o chissà che ?
Se fosse stato un Mohammed qualunque a sgarrare cosa avremmo detto?
Cosa avrebbero scritto i vari Feltri o Ferrara sui loro giornali?
Nel 2006 finora i morti sono “solo” 76 ma diciamo che siamo ancora, per usare un’espressione calcistica, all’ottantesimo minuto, e c'è ancora un mese per eguagliare il record.
La seconda Repubblica in Italia è iniziata con stragi ed uccisione di uomini di scorta. Cosa Nostra negli anni 90 ha sparso sangue tra Palermo, Roma, Milano e Firenze, ma i mandanti di queste stragi mi pare che non abbiano mai destato un gran interesse .
In compenso siamo disumanamente interessati (come siamo altruisti!) alle stragi che succedono in casa d’altri.
Siamo infatti da qualche anno super attenti di quello che succede in Afghanistan ed in Irak, senza per altro capirci una mazza, mentre dei nostri morti, i morti di Napoli, i morti della mafia e della camorra ce ne infischiamo altamente.
Poco serve se l’ennesimo morto della camorra a Napoli ha fatto si che il governo abbia pensato di inviarci qualche migliaia di poliziotti in più. Già a poco serve, perché quelle migliaia di poliziotti in più verranno pareggiati da quelle migliaia di delinquenti in più beneficiari dell’indulto e, se la matematica non è un’opinione, a me sembra che, almeno numericamente, non sia cambiato niente.
Sono troppe le parole spese sul tema del fondamentalismo islamico. Sono troppi i giornali, troppe le TV troppi i giornalisti che spendono il loro tempo ed i loro giornali per parlare di Islam.
Troppi i dibattiti su argomenti del tipo moschee, donne con il velo e terrorismo mentre quello che succede in casa nostra ci sfugge di mano.
Sapete quanti morti ha fatto in Italia fino ad ora il tanto temuto terrorismo islamico? Zero, si zero mentre verso Napoli delle brave persone perfettamente italiane ne hanno fatti qualche decina in pochi mesi.
Ora io non sono così stupido da dire che il terrorismo islamico non rappresenta un problema, non dico che va sottovalutato ma dico , dei problemi che più ci toccano da vicino ne vogliamo parlare o ci ricordiamo solo dopo l’ennesimo morto?
Di mafia e camorra ne vogliamo parlare un po’ di più?
Perché a uomini di servizi deviati, ex piduisti, mafiosi, brigatisti e criminali vari dedichiamo così poca attenzione ed anzi, qualche volta li spediamo pure in politica?
Forse perché si chiamano Silvio , Marcello, Maurizio o chissà che ?
Se fosse stato un Mohammed qualunque a sgarrare cosa avremmo detto?
Cosa avrebbero scritto i vari Feltri o Ferrara sui loro giornali?
lunedì, novembre 06, 2006
LIBERO SEMPRE PIU'.... SCEMO
Questa volta si supera il limite della stupidità. No signori non leggo il giornale di Feltri e credo che mai lo farò ma mi piace dare ogni tanto un'occhiata su internet e ascoltare la voce del "nemico".
Libero sta diventando secondo me un giornale con sempre meno informazioni e sempre più satira. Ieri, tanto per dirne una, il titolo del quotidiano era: "scusa Moratti ma sei scema?"
Vittorio Feltri ce l'aveva con il sindaco di Milano reo di aver istituito un pedaggio per chi entra a Milano con l'auto e per essersi anche dimenticata di andare a visitare i morti della Repubblica sociale di Salò, e questo agli occhi di feltri è proprio inaccettabile (più del pedaggio).
Peccato che quelle brave persone sparavano verso il padre partigiano della Moratti.
Ma questa è solo la prima pagina, avventurandosi oltre ci si imbatte nelle più svariate rubriche secondo me un po' provocanti.
Oltre agli articoli di Taormina si possono apprezzare le rubriche di Pietro Lunardi, intitolate pensate voi "alta velocità". L'ex ministro se la prende con il governo per il ritardo sulle grandi opere, proprio lui che doveva costruire palazzi, piramidi, ponti e gallerie ed in 5 anni non è riuscito a fare nemmeno un appartamento per i sette nani.
Saltando la pagina dello spettacolo, dove vi è Malgiolio che non sa più che santo pregare per tornare in televisione, si arriva diritti alla pagina dello sport curate da quell'onesta e brava persona di Luciano Moggi che è riuscito nella storica impresa, per altro mai riuscita a nessuno, di mandare la gloriosa Iuventus in serie b.
Detto questo secondo me un piccolo rimpianto Feltri ce l'ha ed è quello di non avere l'agente spia Betulla-Farina che fino a poco tempo fa impreziosiva ancora di più il magnifico giornale ed ora è stato sospeso per 12 mesi dall'ordine dei giornalisti.
Ebbene si, con Farina, il giornale di Feltri sarebbe riuscito a toccare il fondo!!
martedì, ottobre 31, 2006
BLATTER.. MA TACI UNA VOLTA!!!!
Quest'uomo non ha più ritegno..
Non posso credere che un personaggio del genere possa continuare a ricoprire la carica di maggior esponente del calcio.
Non può continuare a gettare sputi ed insulti all'Italia.
Va bene, forse il rigore contro l'Australia non c'era ma non importa. L'Italia, che non ha ricevuto mai un favore arbitrale , è campione del mondo ed il signor Blatter, visto l'incarico che ricopre, dovrebbe solo complimentarsi con tutta la squadra.
Io penso che dovrebbe quantomeno contenersi e non palesare tutto questo odio nei nostri confronti anche perchè di errori arbitrali ce ne sono in continuazione e non finiranno mai di esserci.
Personalmente sono indignato ed offeso dalla prepotenza di quest'uomo.
Ora basta! Un po' di rispetto! Che l'Italia si faccia sentire pretendendo subito le scuse di Blatter, anche a costo di metterselo contro, non facciamo i soliti Italiani, un po' di orgoglio!
Spero che si faccia al più presto un po' di pulizia e che certi personaggi senza vergogna, vengano eliminati da questo mondo.
Non posso credere che un personaggio del genere possa continuare a ricoprire la carica di maggior esponente del calcio.
Non può continuare a gettare sputi ed insulti all'Italia.
Va bene, forse il rigore contro l'Australia non c'era ma non importa. L'Italia, che non ha ricevuto mai un favore arbitrale , è campione del mondo ed il signor Blatter, visto l'incarico che ricopre, dovrebbe solo complimentarsi con tutta la squadra.
Io penso che dovrebbe quantomeno contenersi e non palesare tutto questo odio nei nostri confronti anche perchè di errori arbitrali ce ne sono in continuazione e non finiranno mai di esserci.
Personalmente sono indignato ed offeso dalla prepotenza di quest'uomo.
Ora basta! Un po' di rispetto! Che l'Italia si faccia sentire pretendendo subito le scuse di Blatter, anche a costo di metterselo contro, non facciamo i soliti Italiani, un po' di orgoglio!
Spero che si faccia al più presto un po' di pulizia e che certi personaggi senza vergogna, vengano eliminati da questo mondo.
lunedì, ottobre 30, 2006
......per cambiare discorso...
STARE TROPPO AL CELLULARE FA MALE ALLA SALUTE!!
Uno scienziato americano, Goerge Carlo, dopo tre anni di ricerche a capo del gruppo Health Risk Management Group, ha reso noto i risultati dello studio che è costato più di 27 milioni di dollari. La ricerca ha rivelato che il cellulare può provocare tumori al cervello, danneggiare le funzioni di rigenerazione del sangue, provocare danni ai bambini e alle donne incinte.Lo scienziato sostiene che non si può più parlare di innocuità dei telefonini. Se lo studio da un lato conferma che la radiazione emessa dai cellulari non è sufficiente per provocare la rottura del DNA, dall'altro dimostra che chi usa il cellulare ha molte più possibilità di contrarre un tumore al cervello. Goerge Carlo ritiene che le aziende che chiedono ai propri dipendenti di usare il cellulare al lavoro devono mettere in campo misure preventive, come l'uso dell'auricolare, se non vogliono in futuro dover fare fronte a problemi di salute che possono derivare dall'uso dei telefonini.Ci sarebbero già diversi studi legali interessati a finanziare ulteriori ricerche per arrivare a mettere in piedi una mega-causa contro gli operatori del settore. Per il momento però tutto è fermo anche perché, lo stesso Carlo, ha affermato che ulteriori ricerche vanno effettuate e che dovrebbero essere condotte da organismi indipendenti.
mercoledì, ottobre 25, 2006
sabato, ottobre 21, 2006
COMUNIST BANDITEN
Banditi urla il cavaliere da Arcore.
Già e lo dice uno che di bandite se ne intende al punto tale di averne uno in casa e scambiarlo per uno stalliere.
Ce l’ha con Gentiloni che vorrebbe modificare un po’ la legge Gasparri.
Non è più democrazia spiega il cavalier bellachioma.
Nel dizionario di Arcore dicesi democrazia un imprenditore che si butta in politica per risanare le sue aziende e non finire in galera ed alla fine ci riesce, mentre dicesi banditismo un governo che agisce, senza imprese da difendere, nell’interesse dei cittadini e non in quelli del dott. Gonfalonieri.
Alla fine però io sono anche un po’ contento della polemica, perché Silvietto è tornato quello di sempre e cioè uno che quando si parla di problemi dell’Italia sonnecchia ma quando si parla dei suoi monopoli vari, salta dalla poltrona al punto tale di spettinarsi il folto capello trapiantato.
Tramonta in questo modo anche la bella favola secondo la quale il nanetto non si occuperebbe più delle sue aziende. Quelle poche volte che non lo fa è perché c’è qualche Gasparri di turno a far la guardia .
Naturalmente il piangi e fotti preventivo di Berlusconi e Gonfalonieri è l’ennesimo proclama per impietosire ed ottenere un “congruo” sconto.
In poche parole, parlando della questione Mediaset, sono 16 lunghi anni che dura il monopolio incostituzionale di Berlusconi , alla faccia dei banditi “comunisti” (che scommetto prorogheranno ancora la baracca così com’è), alla faccia del governo”comunista” e dei magistrati “comunisti”!
In compenso “Europa 7” dell’imprenditore Francesco di Stefano, ha vinto la concessione nel 99 ma ancora non ha le frequenze.
Tutto questo fra le lacrime di Confalonieri e Berlusconi.
Piangi e fotti!!!
Già e lo dice uno che di bandite se ne intende al punto tale di averne uno in casa e scambiarlo per uno stalliere.
Ce l’ha con Gentiloni che vorrebbe modificare un po’ la legge Gasparri.
Non è più democrazia spiega il cavalier bellachioma.
Nel dizionario di Arcore dicesi democrazia un imprenditore che si butta in politica per risanare le sue aziende e non finire in galera ed alla fine ci riesce, mentre dicesi banditismo un governo che agisce, senza imprese da difendere, nell’interesse dei cittadini e non in quelli del dott. Gonfalonieri.
Alla fine però io sono anche un po’ contento della polemica, perché Silvietto è tornato quello di sempre e cioè uno che quando si parla di problemi dell’Italia sonnecchia ma quando si parla dei suoi monopoli vari, salta dalla poltrona al punto tale di spettinarsi il folto capello trapiantato.
Tramonta in questo modo anche la bella favola secondo la quale il nanetto non si occuperebbe più delle sue aziende. Quelle poche volte che non lo fa è perché c’è qualche Gasparri di turno a far la guardia .
Naturalmente il piangi e fotti preventivo di Berlusconi e Gonfalonieri è l’ennesimo proclama per impietosire ed ottenere un “congruo” sconto.
In poche parole, parlando della questione Mediaset, sono 16 lunghi anni che dura il monopolio incostituzionale di Berlusconi , alla faccia dei banditi “comunisti” (che scommetto prorogheranno ancora la baracca così com’è), alla faccia del governo”comunista” e dei magistrati “comunisti”!
In compenso “Europa 7” dell’imprenditore Francesco di Stefano, ha vinto la concessione nel 99 ma ancora non ha le frequenze.
Tutto questo fra le lacrime di Confalonieri e Berlusconi.
Piangi e fotti!!!
venerdì, ottobre 20, 2006
.....MUSICA!!!!!
..LO SBAGLIO..
BY GIGI D'AGOSTINO..
BY GIGI D'AGOSTINO..
Certi problemi non sono un dramma perchè è la vita che li programma e questa vita mi ha messo in vita forse quel giorno era impazzita, certi problemi non sono un dramma perchè è la vita che li programma e se lo fa sa quel che fa..... e chi lo sa quand'è che sbaglia quando ci dona quando ci toglie e chi lo sa quand'è che sbaglio quando son solo o con mia moglie e chi lo sa quand'è che è meglio se per capire cosè uno sbaglio nessuno sa qual'e la soglia per poter dire diamoci un taglio ...chi lo sa se darci un taglio non sia frutto del prorpio orgoglio non so più qual'è il mio meglio se non si scioglie questo groviglio... certi problemi non sono un dramma perchè è la vita che li programma e se lo fa sa quel che fa e chi lo sa quand'è che sbaglia quando ci dona quando ci toglie e chi lo sa quand'è che sbaglio quando son solo o con mia moglie e chi lo sa quand'è che è meglio se per capire cosè uno sbaglio nessuno sa qual'e la soglia per poter dire diamoci un taglio chi lo sa se darci un taglio non sia frutto del prorpio orgoglio non so più qual'è il mio meglio se non si scioglie questo groviglio non so più qual'è il mio meglio se non si scioglie questo groviglio tutta apparenza un solo abbaglio non c'è canzone senza uno sbaglio ....
un misto di pensieri, rime e suoni uniti dal ritmo "lento violento" caratteristico di Gigi D'Agostino!!
giovedì, ottobre 19, 2006
......DI MARCO TRAVAGLIO ...SVEZIA-ITALIA 2 A 0
Una settimana dopo il suo insediamento, il governo svedese del conservatore Fredrik Reinfeldt ha già perso per strada due ministri e, molto probabilmente, ne perderà presto un terzo. Cecilia Stego Chilo, responsabile della Cultura, s’è dimessa dal governo perché giornali e televisioni hanno scoperto che ha evaso il canone della tv pubblica e non ha pagato i contributi alla tata dei suoi figli. «Non pagare l’abbonamento alla televisione pubblica - ha dichiarato la ministra uscente mentre usciva, scusandosi con il popolo svedese - e assumere in nero una baby sitter sono infrazioni inaccettabili». Maria Borelius, ministra del Commercio estero, s’è dimessa sia dal Parlamento sia dal governo perché giornali e tv hanno scoperto che ha assunto una badante in nero, non ha pagato le tasse sulla casa delle vacanze intestata a una società off-shore, ha venduto azioni di una società senza informare gl’ispettori finanziari e, anche lei, ha evaso il canone tv. In una pubblica dichiarazione, la donna ha detto: «La pressione della stampa sulla mia famiglia, i miei amici e persino i miei vicini di casa mi ha reso impossibile una vita normale». Intanto, prima che la stampa tirasse in ballo anche lui, il ministro dell’Immigrazione Tobias Billstrom s’è autodenunciato pubblicamente: «Anch’io non ho pagato il canone». Per ora rimane al suo posto, ma a Stoccolma si accettano scommesse su quanto durerà. Lì le carriere dei politici vengono stroncate per molto meno: nel ’95 la popolarissima ministra Mona Sahlin fu costretta a ritirarsi a vita privata per altro gravissimo illecito: aveva acquistato dolci per i figli con la carta di credito ministeriale. Nell’ultima campagna elettorale, il premier uscente Goran Persson aveva accusato il rivale conservatore Reinfeldt di aver assunto una tata in modo irregolare: Reinfeldt l’aveva sbugiardato, esibendo le ricevute dei versamenti previdenziali.
È fin troppo facile immaginare che accadrebbe in casi analoghi in Italia, dove per molto peggio si diventa, come minimo, presidente del Consiglio. Non c’è neppure bisogno di attivare la fantasia: da noi casi analoghi accadono di continuo, con qualche piccola differenza. Anzitutto, del canone e delle colf nemmeno si parla, visto che abbiamo in Parlamento 84 tra pregiudicati (25), condannati provvisori, imputati, indagati e prescritti per reati che vanno dall’omicidio alla mafia, dalla corruzione alla concussione, dalla truffa all’abuso edilizio, dalle percosse alle lesioni, dalla detenzione di esplosivi alla banda armata, dall’incendio alla frode fiscale, dal falso in bilancio all’adulterazione di vini. In secondo luogo, l’evasione del canone e dei contributi è stata condonata dai 12 colpi di spugna varati nella penultima finanziaria del governo Berlusconi. E comunque sarebbe tutto coperto dall’indulto. Ma, soprattutto, in Italia non si dimette nessuno: a parte Di Pietro e Storace, non si ricordano nella presunta Seconda Repubblica altri ministri inquisiti che se ne siano andati. Anzi, di solito fanno carriera. Ministri che chiedano scusa, poi, non se ne conoscono proprio. Anche perché nessuno gliele chiede, le scuse. Nelle vere democrazie, sono la stampa e le tv a premere sui politici perché diano spiegazioni ed, eventualmente, dimissioni. In Italia si preferisce alzare cortine fumogene per confondere la gente, a base di slogan intraducibili in qualunque altra lingua diversa dalla nostra. Appena scoppia uno scandalo, salta subito su qualcuno a invocare il segreto istruttorio, come se un politico potesse difendersi dall’accusa di rubare rispondendo: «È un segreto». Poi si invoca la privacy. Poi si assicura «massima solidarietà» al povero perseguitato, che intanto va da Vespa e da Ferrara a farsi assolvere. Poi si invita la magistratura a non invadere il campo della politica. Poi si indaga sul colore delle toghe che hanno scoperto lo scandalo. Poi si apre il dibattito sul primato della politica. Poi si mette in guardia dal giustizialismo, dal giacobinismo, dal girotondismo, dal moralismo, dal circuito mediatico-giudiziario. Poi si ricorda la presunzione di innocenza, come se bisognasse aspettare la sentenza di Cassazione per liberarsi di un politico indegno. Poi si corre a tagliare le unghie ai magistrati che indagano troppo, a punire severamente i giornali che scrivono troppo, e a rafforzare l’immunità parlamentare per i politici che delinquono troppo. A proposito: dov’è che si firma per iscriversi alla Svezia?
È fin troppo facile immaginare che accadrebbe in casi analoghi in Italia, dove per molto peggio si diventa, come minimo, presidente del Consiglio. Non c’è neppure bisogno di attivare la fantasia: da noi casi analoghi accadono di continuo, con qualche piccola differenza. Anzitutto, del canone e delle colf nemmeno si parla, visto che abbiamo in Parlamento 84 tra pregiudicati (25), condannati provvisori, imputati, indagati e prescritti per reati che vanno dall’omicidio alla mafia, dalla corruzione alla concussione, dalla truffa all’abuso edilizio, dalle percosse alle lesioni, dalla detenzione di esplosivi alla banda armata, dall’incendio alla frode fiscale, dal falso in bilancio all’adulterazione di vini. In secondo luogo, l’evasione del canone e dei contributi è stata condonata dai 12 colpi di spugna varati nella penultima finanziaria del governo Berlusconi. E comunque sarebbe tutto coperto dall’indulto. Ma, soprattutto, in Italia non si dimette nessuno: a parte Di Pietro e Storace, non si ricordano nella presunta Seconda Repubblica altri ministri inquisiti che se ne siano andati. Anzi, di solito fanno carriera. Ministri che chiedano scusa, poi, non se ne conoscono proprio. Anche perché nessuno gliele chiede, le scuse. Nelle vere democrazie, sono la stampa e le tv a premere sui politici perché diano spiegazioni ed, eventualmente, dimissioni. In Italia si preferisce alzare cortine fumogene per confondere la gente, a base di slogan intraducibili in qualunque altra lingua diversa dalla nostra. Appena scoppia uno scandalo, salta subito su qualcuno a invocare il segreto istruttorio, come se un politico potesse difendersi dall’accusa di rubare rispondendo: «È un segreto». Poi si invoca la privacy. Poi si assicura «massima solidarietà» al povero perseguitato, che intanto va da Vespa e da Ferrara a farsi assolvere. Poi si invita la magistratura a non invadere il campo della politica. Poi si indaga sul colore delle toghe che hanno scoperto lo scandalo. Poi si apre il dibattito sul primato della politica. Poi si mette in guardia dal giustizialismo, dal giacobinismo, dal girotondismo, dal moralismo, dal circuito mediatico-giudiziario. Poi si ricorda la presunzione di innocenza, come se bisognasse aspettare la sentenza di Cassazione per liberarsi di un politico indegno. Poi si corre a tagliare le unghie ai magistrati che indagano troppo, a punire severamente i giornali che scrivono troppo, e a rafforzare l’immunità parlamentare per i politici che delinquono troppo. A proposito: dov’è che si firma per iscriversi alla Svezia?
da l'Unità
mercoledì, ottobre 11, 2006
SIAMO STANCHI DI QUESTA TELEVISIONE!!
Si parla sempre di brutta televisione, volgare, di basso profilo, televisione di poca eleganza.
Una televisione dove impazzano i reality, litigate, isulti in diretta, una televisione dove i programmi di cultura si contano sulla punta delle dita.
Una tv dove ciò che conta è solo e unicamente l'ascolto, già l'ascolto perchè ormai autori, produttori e giornalisti fanno di tutto solo per aumentare le percentuali di odience.
Capita allora di fare zapping e trovare finti poveracci naufraghi su finte isole, oppure vagabondi rinchiusi in una casa con la sola preoccupazione di mangiare, dormire e fumare, oppure anche imbattersi in liti furibonde modello Sgarbi-Mussolini.
Ma in fondo non è colpa di nessuno se la settimana scorsa 5 milioni di deficenti hanno seguito (o meglio subito) la furibonda lite di Sgarbi con la Mussolini.
Non è colpa di nessuno se ad ogni edizione del "grande fratello" ci sono milioni di spettatori inchiodati alla tv e così vale per "l'isola dei famosi"," la fattoria" ecc ecc...
Io penso che dovremmo avere ogni tanto l'intelligenza di cambiare canale e smetterla di subire passivamente davanti ad uno schermo.
La televisione così com'è non serve a nulla, ci prende solo in giro!!!
Una televisione dove impazzano i reality, litigate, isulti in diretta, una televisione dove i programmi di cultura si contano sulla punta delle dita.
Una tv dove ciò che conta è solo e unicamente l'ascolto, già l'ascolto perchè ormai autori, produttori e giornalisti fanno di tutto solo per aumentare le percentuali di odience.
Capita allora di fare zapping e trovare finti poveracci naufraghi su finte isole, oppure vagabondi rinchiusi in una casa con la sola preoccupazione di mangiare, dormire e fumare, oppure anche imbattersi in liti furibonde modello Sgarbi-Mussolini.
Ma in fondo non è colpa di nessuno se la settimana scorsa 5 milioni di deficenti hanno seguito (o meglio subito) la furibonda lite di Sgarbi con la Mussolini.
Non è colpa di nessuno se ad ogni edizione del "grande fratello" ci sono milioni di spettatori inchiodati alla tv e così vale per "l'isola dei famosi"," la fattoria" ecc ecc...
Io penso che dovremmo avere ogni tanto l'intelligenza di cambiare canale e smetterla di subire passivamente davanti ad uno schermo.
La televisione così com'è non serve a nulla, ci prende solo in giro!!!
martedì, ottobre 10, 2006
ANTIDOPING A PALAZZO CHIGI
L'esca una finta intervista sui temi della finanziaria, con relativi operatori del caso e truccatrice.
Un test rapido, a sorpresa.
L'onorevole che ha la fronte troppo lucida e la truccatrice che tampona, tracce di sudore e via l'ipotetica prova del consumo di stupefacenti mentre la messa in scena dell'intervista continua senza intoppi.
In questo modo la troupe delle IENE ha smascherato 50 deputati scoprendo poi che il 32% di loro ha fatto uso di droga negli ultimi tre giorni. Un dato che potrebbe essere potenzialmente anche più alto perchè riferito appunto ai soli tre giorni antecedenti il test.
Vizi e vizietti quindi che sembrano noti nel mondo della politica ma guai a rivelarli.
Nell'Italia delle ipocrisie si sa ma non si dice, si sa del parroco con le prostitute, si sa del meneger che usa droga, del politico che si sta disintossicando ecc.. ecc..
Si sa tutto ma non si scrive e quando si scrive lo si fa perchè se ne sono già occupati altri, in questo caso le IENE, in altri casi Striscia la Notizia e nella maggior parte dei casi la magistratura.
Viene dimostrato ancora una volta che i politici sono persone normali, come altre e che come tante altre si drogano, anche se non lo ammettono quasi mai.
Basta con le ipocrisie, sono sicuro che se si facessero dei controlli antidroga in Parlamento, verrebbero fuori dei risultati a dir poco "stupefacenti".
Questa è la gente che governa o vorrebbe governare il nostro paese.
Queste sono le persone che intendono dare lezioni di moralità agli italiani.
Questi sono i politici che devono combattere il fenomeno della droga nel nostro paese, quelli che emanano disegni di legge contro spacciatori e consumatori di stupefacenti.
Politici carissimi vergognatevi!!!
venerdì, settembre 29, 2006
AZIENDE IN ROSSO, MANAGER STRARICCHI
Milioni di euro per stipendi e liquidazioni.
Era stato il segretario della Cgil Epifani qualche giorno fa a denunciare gli scandalosi stipendi dei grandi dirigenti pubblici e privati.
Alcuni giornali i giorni scorsi hanno fatto i conti in tasca ai top manager, ed è venuta fuori una classifica dove l'unità di misura dei primi 50 è sempre di milioni di euro.
Si va da Emilio Tonini, il più povero, che però almeno può vantare l'ottimo stato di salute del "Monte dei Paschi", a Giancarlo Cimoli che lo sopravanza a quota 2.8 milioni e che sta mandando in rovina l'Alitalia, per arrivare a Elio Catania che per aver lasciato le FS in rosso, è stato premiato con una liquidazione di 7 milioni di euro.
Per questi signori il solco che si è creato con il resto del paese è sempre più profondo. Il senso di precarietà è sempre più in aumento, i redditi italiani sono i più bassi d'Europa e la differenza tra dirigenti e dipendenti nel giro di pochi anni è passata da 1 a 10 a 1 a 1000.
Già, perchè in Italia si guadagna poco e la maggior parte dei lavoratori con contratti standard, vive con meno di 1300 euro.
Colpa della crisi economica che ha attraversato il paese si potrà dire.
Eppure gli stipendi dei manager italiani non ne hanno risentito, il raffronto con l'estero fa fare ai paperoni di casa nostra un figurone in tutte le classifiche.
Marco Tronchetti Provera, con i suoi 8 milioni, ha quasi raddoppiato Arun Sarin della Vodafone ed ha lasciato a milioni di distanza altri suoi colleghi di settore.
Almeno in qualcosa siamo i primi in Europa!! Vergogna!!!
giovedì, settembre 21, 2006
COMPLIMENTI A LIBERO !
Cosa ci fa Moggi opinionista su Libero?
Perchè ad un personaggio del genere viene affidata una rubrica su un quotidiano?
Certo Feltri ci ha abituati a prese di posizione stravaganti ed è vero che in Italia il tempo passa in fretta: il bello ed il cattivo si alternano allegramente, la stagione del giustizialismo si trasforma velocemente in perdonismo.
Detto ciò non è giusto che uno dei maggiori responsabili dell'"uccisione" del calcio italiano sia ancora sulle pagine dei giornali, ancor di più se con propri articoli.
Tutto questo comunque non mi stupisce : in un giornale "spazzatura" come lo è Libero, Moggi si sentirà perfettamente a suo agio.
Perchè ad un personaggio del genere viene affidata una rubrica su un quotidiano?
Certo Feltri ci ha abituati a prese di posizione stravaganti ed è vero che in Italia il tempo passa in fretta: il bello ed il cattivo si alternano allegramente, la stagione del giustizialismo si trasforma velocemente in perdonismo.
Detto ciò non è giusto che uno dei maggiori responsabili dell'"uccisione" del calcio italiano sia ancora sulle pagine dei giornali, ancor di più se con propri articoli.
Tutto questo comunque non mi stupisce : in un giornale "spazzatura" come lo è Libero, Moggi si sentirà perfettamente a suo agio.
FESTA UNITA' PESARO 2006
Grazie a tutti.
Alle centinaia di migliaia di visitatori, ai 3500 volontari, alla città di Pesaro ed alla sua provincia, alle forze dell'ordine, ai DS pesaresi ed alle marche, agli sponsor, agli ospiti, agli organizzatori.
A quanti hanno reso possibile una bellissima festa.
A tutti quelli con cui iniziamo ora una nuova storia.
Concerti, musica, ma anche momenti culturali indimenticabili.
Ospiti di livello internazionale, politici avversari che sono stati anche applauditi, ma anche giochi per bambini e ragazzi.
Migliaia di volontari che hanno lavorato divertendosi per una cosa in cui credono.
Tutto questo fa pensare che siamo davvero unici, tutto questo ci contraddistingue dagli altri.
Grazie di nuovo compagni!
martedì, settembre 19, 2006
"Berlusconi come lo storico nazista"Bufera sulla frase di Buttiglione
FIUGGI (Frosinone) - Una frase detta da Rocco Buttiglione oggi, in apertura della festa dell'Udc, scatena una bufera della Cdl. O, meglio, una durissima reazione da parte dei dirigenti di Forza Italia. Una querelle che, in poche parole, può essere riassunta così: l'ex ministro dei Beni culturali ha dato del nazista a Silvio Berlusconi? Domanda non oziosa, visto che - pur non nominando mai il Cavaliere - Buttiglione gli attribuisce una visione della politica vicina a quella del "grande filosofo tedesco nazista" Karl Schmidt.
Karl Schimdt, che dice che la politica è la lotta a morte per la distruzione del nemico. Non importa se va a fondo il paese, importa che il nemico muoia.
Certo, Buttiglione non accusa Berlusconi di essere un fan del Terzo Reich, ma lo strappo almeno sul piano dialettico è forte.
E infatti, le reazioni di Forza Italia non si fanno attendere. Comincia il coordinatore nazionale, Sandro Bondi: "Nel caso di Buttiglione - dice - troppa filosofia fa male alla politica".
"La traduzione di tutto ciò - prosegue Cicchitto - è consistita nella demonizzazione di Berlusconi che è in atto da più di dieci anni".
Ci risiamo, ma perchè i Berluscones ogni volta che si parla del loro padrone devono parlare di demonizzazione?
Visto che questa demonizzazione continua e il nanetto perde le elezioni da almeno 6 anni perchè queli della C.d.L. non decidono di cambiare leader ? Non sarebbe più onesto avere come capo un politico che non sia mafioso pregiudicato e che non abbia un simile conflitto di interessi?
Karl Schimdt, che dice che la politica è la lotta a morte per la distruzione del nemico. Non importa se va a fondo il paese, importa che il nemico muoia.
Certo, Buttiglione non accusa Berlusconi di essere un fan del Terzo Reich, ma lo strappo almeno sul piano dialettico è forte.
E infatti, le reazioni di Forza Italia non si fanno attendere. Comincia il coordinatore nazionale, Sandro Bondi: "Nel caso di Buttiglione - dice - troppa filosofia fa male alla politica".
"La traduzione di tutto ciò - prosegue Cicchitto - è consistita nella demonizzazione di Berlusconi che è in atto da più di dieci anni".
Ci risiamo, ma perchè i Berluscones ogni volta che si parla del loro padrone devono parlare di demonizzazione?
Visto che questa demonizzazione continua e il nanetto perde le elezioni da almeno 6 anni perchè queli della C.d.L. non decidono di cambiare leader ? Non sarebbe più onesto avere come capo un politico che non sia mafioso pregiudicato e che non abbia un simile conflitto di interessi?
giovedì, settembre 07, 2006
CONFLITTO DI INTERESSI
Tema caldo di questi giorni è la questione del conflitto di interessi.
La legge 361 del 1957, mai abrogata ma calpestata da 12 anni, stabilisce che Silvio Berlusconi in quanto concessionario di frequenze TV, non può ne essere eletto in parlamento ne andare al governo.. O vende le sue TV o ritorna alla sua vita privata.
Se torna alla vita privata non può comunque possedere tre reti sull’analogico terrestre ma deve scendere a due.
Per una legge del 07/12/1994 il legislatore è vincolato a impedire la formazione di posizioni dominanti nell’emittenza privata e favorire il pluralismo delle voci nel settore televisione.
Su questo tema si sono scatenati i giorni scorsi i più “autorevoli” (si fa per dire) giornali di destra.
Da una parte “Il Giornale”, quotidiano della famiglia Berlusconi (ma va!) che, nonostante l’impegno per apparire democratico e pacato, sta facendo del terrorismo contro il leader Prodi.
Dall’altra “Libero” con un Feltri che “vomita” ingiurie, offese ed insulti a tutti gli uomini di governo, volgarizzando ogni cosa che scrive e rinunciando a fare un serio giornalismo di opposizione
Giornali che titolano i principali articoli con offese e volgarità, giornali che secondo me sono scarsi sotto l’aspetto qualitativo del contenuto.
D'altronde per Feltri e Belpietro la sinistra è sempre ai ferri corti e se un giorno è spaccata per l’indulto, l’altro è spaccata per la finanziaria, poi è in rotta di collisione per il Libano poi sta per cadere il governo per le pensioni ecc…ecc…
Feltri e Belpietro stanno facendo giornalismo non d’opposizione ma di speranza aspettando con ansia l’evento che faccia cadere i comunisti cattivi (ma che non arriva e che non arriverà).
Si ripete pure che la legge sul conflitto di interessi non deve essere punitiva, ne andare contro Berlusconi. E contro chi dovrebbe andare se non contro il titolare del più macroscopico conflitto di interessi della storia dell’occidente?
Forse contro di me che sono consigliere nel mio comune e di intestato non ha neanche la macchina?
E’ come dire che la legge della patente a punti è una legge punitiva nei confronti dei pirati della strada.
Il portavoce del Cavaliere lacrima: “ si vuole impedire a Berlusconi di fare politica!”
Per la verità è sempre stata la massa dei suoi interessi ad impedirgli di fare politica , costringendolo per la maggior parte a farsi i fatti suoi e non degli italiani!!!!!!
In ogni caso ha ragione Fassino.
I Berluscones prima di piangere dovrebbero informarsi bene e scopriranno di non aver nulla da temere.
Finche Berlusconi resterà all’opposizione non cambierà nulla, se poi i vari Casini, Fini ecc..ecc.. fossero così poco intelligenti da rivolerlo al governo(sempre che lo vogliano i cittadini), non dovrà vendere nulla ma dovrà affidare le azioni ad un blind trust.
In ogni caso Berlusconi non è un cretino come tutti i suoi dipendenti, queste cose le sa e lui se ne sta bello tranquillo in Sardegna tra feste di vip, concerti e giochi pirotecnici a base di colate di lava!
La legge 361 del 1957, mai abrogata ma calpestata da 12 anni, stabilisce che Silvio Berlusconi in quanto concessionario di frequenze TV, non può ne essere eletto in parlamento ne andare al governo.. O vende le sue TV o ritorna alla sua vita privata.
Se torna alla vita privata non può comunque possedere tre reti sull’analogico terrestre ma deve scendere a due.
Per una legge del 07/12/1994 il legislatore è vincolato a impedire la formazione di posizioni dominanti nell’emittenza privata e favorire il pluralismo delle voci nel settore televisione.
Su questo tema si sono scatenati i giorni scorsi i più “autorevoli” (si fa per dire) giornali di destra.
Da una parte “Il Giornale”, quotidiano della famiglia Berlusconi (ma va!) che, nonostante l’impegno per apparire democratico e pacato, sta facendo del terrorismo contro il leader Prodi.
Dall’altra “Libero” con un Feltri che “vomita” ingiurie, offese ed insulti a tutti gli uomini di governo, volgarizzando ogni cosa che scrive e rinunciando a fare un serio giornalismo di opposizione
Giornali che titolano i principali articoli con offese e volgarità, giornali che secondo me sono scarsi sotto l’aspetto qualitativo del contenuto.
D'altronde per Feltri e Belpietro la sinistra è sempre ai ferri corti e se un giorno è spaccata per l’indulto, l’altro è spaccata per la finanziaria, poi è in rotta di collisione per il Libano poi sta per cadere il governo per le pensioni ecc…ecc…
Feltri e Belpietro stanno facendo giornalismo non d’opposizione ma di speranza aspettando con ansia l’evento che faccia cadere i comunisti cattivi (ma che non arriva e che non arriverà).
Si ripete pure che la legge sul conflitto di interessi non deve essere punitiva, ne andare contro Berlusconi. E contro chi dovrebbe andare se non contro il titolare del più macroscopico conflitto di interessi della storia dell’occidente?
Forse contro di me che sono consigliere nel mio comune e di intestato non ha neanche la macchina?
E’ come dire che la legge della patente a punti è una legge punitiva nei confronti dei pirati della strada.
Il portavoce del Cavaliere lacrima: “ si vuole impedire a Berlusconi di fare politica!”
Per la verità è sempre stata la massa dei suoi interessi ad impedirgli di fare politica , costringendolo per la maggior parte a farsi i fatti suoi e non degli italiani!!!!!!
In ogni caso ha ragione Fassino.
I Berluscones prima di piangere dovrebbero informarsi bene e scopriranno di non aver nulla da temere.
Finche Berlusconi resterà all’opposizione non cambierà nulla, se poi i vari Casini, Fini ecc..ecc.. fossero così poco intelligenti da rivolerlo al governo(sempre che lo vogliano i cittadini), non dovrà vendere nulla ma dovrà affidare le azioni ad un blind trust.
In ogni caso Berlusconi non è un cretino come tutti i suoi dipendenti, queste cose le sa e lui se ne sta bello tranquillo in Sardegna tra feste di vip, concerti e giochi pirotecnici a base di colate di lava!
venerdì, agosto 25, 2006
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